Il Kimono icona dello stile vintage

Il Kimono icona dello stile vintage, noto come indumento tradizionale del Giappone, nel corso degli anni è stato assorbito dalla moda diventando un’icona dello stile vintage,
coinvolgendo anche la moda occidentale e diventando un vero protagonista nella nostra cultura. L’origine del kimono, anticamente Kosode, è da ricondursi alla moda cinese
durante la dinastia Tang.

Breve storia del Kimono

Su questo indumento si svilupparono molte tecniche di lavorazione alimentate anche dall’approvazione di leggi suntuarie, portando a nuovi metodi
di tintura e decorazione che sostituivano quelle costose messe al bando; come le tecniche decorative a ricamo (Konoko).

kimono vintage ricamo

A differenza della cultura Europea dove la moda era stata accettata e legittimata a livello sociale in quella tradizionale giapponese rimaneva una prerogativa delle classi elitarie
rendendola un fenomeno circoscritto e socialmente debole sulle masse.
In Europa però non vi era una propensione verso le vesti orientali, a parte le classi nobili o facoltose che si divertivano a differenziare il proprio stile e sfoggiare
indumenti esotici o di matrice orientale da mostrare in pubblico per le occasioni mondane.

Come è composto il Kimono?

Il Kimono icona dello stile vintage come lo conosciamo non è mutato molto nel corso dei secoli, si forma da un unico rotolo di stoffa (tan), di tessuti pregiati
quali la seta o il broccato o anche meno pregiati ad esempio cotone o sintetici. Ha una tipica forma a T ed è composto da più parti
ognuna delle quali ha un nome specifico e forme rettangolari, non ha né bottoni né cerniere.

kimono vintage parti e particolari

Per quanto riguarda il Kimono da uomo sono disponibili varie taglie, mentre per quello da donna sono un’unica taglia che vengono adattati alle varie forme
e dimensioni del corpo ripiegando il tessuto. Un kimono cucito ad arte ha le maniche che terminano esattamente alla fine dei polsi. Anche nella lunghezza del Kimono c’è una differenza
tra uomo e donna, quello da uomo dovrebbe terminare alle caviglie senza essere piegato in vita mentre quello da donna ha una linea più lunga
ma alla fine arriva alle caviglie facendolo ripiegare (dal nome ohashori) in vita sotto la cintura chiamata Obi.

Il Kimono diventa icona di stile

Fu solo con l’avvento dei fenomeni delle subculture giovali dacché volevano differenziarsi ed essere ribelli ad una società conformista che si scoprirono nuovi stili e vesti
in special modo la cultura hippie aprì la strada verso l’oriente. Con la cultura Hippie nacque un vero amore per il “vintage orientale”, riscoprendo musiche, camicie colorate, batik,
cinture, sete tailandesi e anche Kimoni o loro rivisitazioni tanto da dare spunto alle case di moda e riproporlo sino alle epoche contemporanee.

Un kimono vintage per ogni occasione

Proprio come avveniva anche in Europa le varie colorazioni del kimono avevano lo scopo ben preciso di indicare una serie di informazioni inerenti il ceto,
lo stato civile, la stagione e l’età. Il kimono rappresentava un determinata classe sociale, ovviamente a fare la distinzione, era il tessuto utilizzato, le colorazioni e il tipo di taglio.
Oltre a questo il kimono aveva delle funzioni specifiche secondo l’occasione. Vediamo alcuni esempi:

Furisode; indossato prevalentemente da donne single durante eventi formali. Letteralmente con Furisode si intende “manica ad onda” difatti ha maniche molto larghe
fino a toccare le caviglie e sono decorate e colorate per tutta la loro interezza. Posso arrivare a costare molto perché sono realizzati in seta e molto decorati; da notare che le colorazioni si spengono man mano che l’età avanza.

Kimono vintage per diverse occasioni

Tosode; letteralmente “manica accorciata” è abito formale indossato da donne sposate, generalmente in tinta unita fatta eccezione per la parte inferiore che è decorata; volendo si possono cucire gli stemmi di famiglia “Komon”.

Kakeshita; è invece il kimono da sposa, ha maniche molto lunghe, somiglia al Furisode ma rispetto a quest’ultimo ha decorazioni molto complesse
spesso dipinte a mano con tessuti molto pregiati. Da distinguersi dal Shiro Kakeshita che è completamente bianco.

Mofuku; viene indossato nei funerali, la colorazione è nera e senza decorazioni compreso l’Obi (una sorta di cintura). Unica decorazione concessa sono i “Komon”
ovvero gli stemmi della famiglia.

Iromuji; letteralmente “un solo colore” è un Kimono adattabile a varie occasioni può essere indossato sia da donne sposate sia single
oltre ad essere utilizzato sia per occasioni formali che informali. Ha colorazioni varie in tinta unita, da evitare bianco o nero, è adatto alla cerimonia del tè perché non permette distrazioni.

Kimono e consigli di stile vintage

Il Kimono è un indumento che non può mancare nell’armadio di un amante del vintage, con le sue tinte e sfumature può essere adattato bene sia su un jeans sia su un pantalone casual
tipo palazzo o elegante, mentre farei attenzione ad indossarlo con una gonna almeno che non sia di taglio corto o tubolare specie se non si ha una altezza elevata
perché potrebbe schiacciare troppo la shilouette.

kimono vintage nuovo stile

In conclusione possiamo dire che il Kimono con le sue tinte e decorazioni è il vero must dello stile vintage, ideale sia per eventi mondani per dare un tocco di giocosità ed eccentricità
che per occasioni formali con tinte più sobrie; e non dimenticate l’Obi o una cinta da mettere intorno alla vita. Anche qui attenzione che si abbini bene alle colorazioni e al tessuto; in genere per chi è magro si può stringere per i più formosi meglio accompagnare la forma senza stringere troppo.