La 2.55 storia della leggendaria pochette

Pochette trapuntata e catenella, penso che abbiate già capito a cosa mi riferisco, sì proprio lei la 2.55, la più desiderata e l’intramontabile borsa matelassé ideata da Coco Chanel negli anni ’50 del novecento per sopperire alle borse di grandi dimensioni e alle pochette da portare rigorosamente a mano dell’epoca. Il nome 2.55 è da ricondurre alla data della sua creazione; ovvero febbraio del 1955.

Storia della pochette Chanel 2.55

Come detto nel paragrafo precedente è nel 1955 che Coco Chanel si prefissò l’obiettivo di ideare una borsa per una donna moderna, dinamica e lavoratrice; creando la leggendaria 2.55 nasceva così la famosa pochette Chanel.

Coco Chanel fotografata da Mike De Dulmen

L’intento era di sostituire le grandi borse dell’epoca con una borsa elegante ma funzionale allo stesso tempo e liberare le loro mani con una catenella da portare a tracolla, i primi modelli furono prodotti in jersey, come i tessuti di Mademoiselle utilizzati per i tailleurs, in seguito si usò la pelle di agnello con fantasia matelassé (impuntura a rombi).

Nel 1983 Karl Lagerfeld volle rinnovare lo stile della 2.55 aggiungendo una strisciolina di pelle tra gli anelli della catena della pochette e cambiando la chiusura rettangolare  “Mademoiselle lock” con le doppie “CC” ovvero il logo della maison. Questo nuovo modello prese il nome di “classic flap” o anche chiamata 2.88. Per concludere in tempi recenti si sono aggiunti il modello Jumbo e la Maxi Jumbo.

Caratteristiche della pochette Chanel

La borsa è intrisa di significati della storia che ha coinvolto Coco Chanel per primo l’imbottitura matalessé si dice sia ispirato ai giubbotti dei fantini nelle piste degli ippodromi visti da Coco.

pochette Chanel 2.55 interno rossetto

Il suo caratteristico colore interno bordeaux deriva invece dalle divise dell’orfanotrofio in cui Coco passò la sua infanzia perché orfana. Mentre la catena ricordava i portachiavi dei guardiani dello stesso orfanotrofio. Ma non è finita qui ogni comparto ha una sua funzionalità. La più grande destinata a chiudere la borsa e coprire una tasca nascosta progettata per contenere biglietti d’amore e qualche banconota. La patta più piccola invece designata per avere tre scomparti e quello centrale realizzato unicamente per il rossetto, un comparto “segreto” con la zip, uno sotto la clip di chiusura e infine uno posteriore detto gioconda per via della forma di un sorriso.

Piccoli consigli di stile

Quindi per una borsa del genere ci vuole attenzione ai dettagli in quanto si presta a tutti gli stili. Si può abbinare da un borchiato, un elegante, ad un casual, fino arrivare ad uno stile country. 

pochette Chanel 2.55 consigli di stile

Va da se che la classica nera si abbina a tutte le tinte mentre se si vuole qualcosa di specifico viene realizzata in diverse colorazioni. Basta pensare che per avere una delle borse più desiderate si cela una lunga lavorazione di diversi artigiani specializzati, si narra 180 operazioni partendo dal taglio, all’assemblaggio fino a giungere al confezionamento e diversi test del colore e di resistenza ai raggi UV. Forse è proprio questa cura maniacale ai dettagli e alle materie prime a fare di questa borsa una delle più desiderate da sempre.